giovedì 11 febbraio 2016

La deflazione salariale spiegata ai compagni operai della Whirpool (che la conoscono già)




Da http://cobaswhirlpoolsiena.blogspot.it/

 
Negli ultimi tempi sui giornali, su internet o alla TV sempre più spesso capita di leggere o ascoltare pessime notizie sul mondo del lavoro, in particolare la tendenza che hanno le multinazionali come ad esempio l'ikea di chiedere o imporre un "aggiustamento" ovviamente al ribasso dello stipendio. L'abbassamento del salario prende il nome di "deflazione salariale", noi Cobas Lavoro Privato della Whirlpool di Siena abbiamo chiesto quindi al Professor Sergio Cesaratto (Professore ordinario di Economia della crescita e dello sviluppo e di Politica monetaria e fiscale nell'Unione Monetaria Europea) di spiegarcene le cause e gli effetti, di seguito potete leggere l'articolo che gentilmente ha scritto su nostra richiesta.

La deflazione salariale spiegata ai compagni operai della Whirpool (che la conoscono già) 


Sergio Cesaratto
Spiegare ai compagni della Whirpool cosa significhi deflazione salariale è in un certo senso imbarazzante. Suppongo che loro sappiano benissimo cosa significhi per averla provata sulla propria pelle. Il padrone glielo avrà spiegato mille e una volta: in tanti altri paesi i salari sono molto, ma molto più bassi che in Italia. Allora che fate? O i vostri salari diminuiscono, oppure decentriamo la produzione (oppure chiudiamo e basta). E’ la globalizzazione bellezza, e se a decidere è una multinazionale è ancor peggio perché il ricatto di spostare la produzione è più forte.

sabato 7 novembre 2015

Le lezioni di politica monetaria su Asimmetre

 Asimmetrie ha ripubblicato in forma compatta le quattro lezioni di politica monetaria della BCE già pubblicate da E&P. Ringrazio Alberto. Le lezioni sono in italiano.

WP 2015/10: L’organetto di Draghi: quattro lezioni critiche sulle misure non convenzionali della ECB sino al Quantitative Easing

The primary purpose of these lectures is didactic. They show the development of the ECB intervention from 2008 to 2015 taking the evolution of the consolidated balance sheet of the Eurosystem as reference point. They endorse the theory of endogenous money as theoretical landmark.
Sergio Cesaratto
University of Siena
Keywords: Eurosystem, Euro, European Central Bank, Balance Sheet, Endogenous, Money, Quantitative Easing, Monetary Policy, TARGET 2, Long Term Refinancing, Operation, Outright Monetary Transactions.
JEL classification: E40, E50, F33, F36, F45.

sabato 3 ottobre 2015

Ramanan again su Target 2, Lavoie and me

Rilancio un post dell'ottimo Ramanan (un ottimo blogger indiano, postkeynesiano ed esperto di finanza) sul dibattito con Lavoie sulla natura della crisi Europea.
"I echo Sergio’s example (on Calabria) with a similar example of my own. If nations in a monetary union cannot face a balance-of-payments crisis, why not have the whole world join the Euro Area and adopt the Euro as their currency and have the ECB as the central bank of the world and guarantee all government debts without any condition? Surely, that should be the solution to the problems of the world! Not! ...The ECB alone cannot resolve the crisis. "
Qui il post completo.

Target due sulla natura della crisi europea



Nakedkeynesianism ha pubblicato questa ulteriore nota sulla discussione con Marc Lavoie, che spero non mi citi in tribunale per stolking. Ma Marc è una persona amabile.
Unlimited Targets? Some pointers
Sergio Cesaratto
In this short note I will not add anything of substantial to the debate with Marc Lavoie on the nature of the Eurozone (EZ) crisis in view of Target 2 (T2). Readers have numerous papers to look at (including Lavoie 2015a/b,  Cesaratto 2013, 2015a/b) and posts (Vernengo 2015, Ramanan, 2015a/b). Links in the references. However, although most of relevance has already  been said, there is perhaps still some space for few qualifications.

venerdì 2 ottobre 2015

Futuro a sinistra?

Micrmega ha pubblicato questo mio pezzo.


C’è vita a sinistra? L'irriformabilità dell'Europa e le sfide della sinistra [1]



Sergio Cesaratto
C’è vita a sinistra, afferma (non si domanda) perentorio il manifesto aprendo uno stanco dibattito dominato dal pensiero unico di un gruppo di soliti noti - lo dico con il rammarico dell’antico militante di quel gruppo e quotidiano. Fuori dal coro solo l’intervento di Stefano Fassina e quello del prof. Luciano Canfora che si è posto grandi e importanti domande. Gli altri contributi non varrebbe neppure la pena discutere.

giovedì 17 settembre 2015

Teoria e politica economica: chi parla male, pensa male

Ripubblichiamo, con il permesso dell'autore, un vecchio saggio di Fabio Petri che ci sembra tuttavia ancora utile come introduzione all'importanza che una solida base di analisi economica ha per trarre valide conclusioni di politica economica.

Teorie economiche alternative: implicazioni per la politica economica

Fabio Petri

Docente di Economia Politica presso l'Università degli Studi di Siena
26/01/1995
         C'è da chiedersi innanzitutto se problemi come la disoccupazione siano da considerare come mali inevitabili, da addebitare ai lavoratori che si ostinano a pretendere salari troppo alti, o se invece si tratti di qualcosa di curabile attraverso interventi governativi che non rendano necessaria una diminuzione dei salari. Questo è un primo gruppo di questioni per le quali aderire ad una scuola teorica o ad un'altra fa una grande differenza. Mi soffermerò su questa differenza e poi parlerò del problema del debito pubblico che è la questione di cui si più si parla in Italia. Come vedremo, anche in questo caso ci si chiederà: il debito pubblico nel nostro Paese va o no azzerato in tempi brevi, mediante un attivo del bilancio dello Stato -cioè tramite entrate dello Stato superiori alle spese?

lunedì 14 settembre 2015

Natura della crisi europea. Un dibattito con Marc Lavoie

This is a continuation of the post from the end of 2014, although reading that isn’t necessary. 
In a new paper, Marc Lavoie continues his debate with Sergio Cesaratto on whether the Euro Area crisis is a balance-of-payments crisis or not.