domenica 5 luglio 2015

Un'analisi dalla sinistra alla sinistra di Syriza

Inviato in versione ridotta al manifesto e in versione integrale a EEP, questo pezzo non è stato (ancora) pubblicato. Forse troppo scomodo? Matias Vernengo l'ha pubblicato integralmente nella versione originale su Naked Keynesianism. Qui la mia traduzione in italiano.  L'autore è un noto economista Postkeynesiano greco.



Il referendum Greco e i compiti della sinistra
Stavros Mavroudeas

Per sei mesi dopo la sua vittoria elettorale del 2015 il governo di Syriza ha negoziato con l’UE. In queste trattative Syiza si è confrontata con l’ostinata e crescente intransigenza dell’UE e delle istituzioni associate (BCE e FMI). Syriza ha molto presto accettato la logica e la struttura  del programma della Troika, cioè del Programma di aggiustamento economico per la Grecia noto come Memorandum. Syriza ha semplicemente cercato di modificarlo per renderlo meno brutale (per esempio ritardando l’implementazione della riduzione delle pensioni e mascherando i tagli salariali, riducendo gli obiettivi di surplus primario e rendendo così la politica fiscale meno austera). Syriza ha anche richiesto una facilitazione nel servizio del debito  (attraverso forme di ristrutturazione) e un aumento dei fondi per lo sviluppo (attraverso il fantasioso Piano Junker) con lo scopo di far ripartire la moribonda economia greca dopo 6 anni di austerità. Infine ha timidamente chiesto qualche impegno circa una futura riduzione del debito Greco. L’UE, una volta intuito lo spirito conciliatorio di Syriza e dato che l’intera partita si giocava sul suo terreno, ha cominciato a premere per ulteriori concessioni. Quanto più Syriza scivolava verso una capitolazione, tanto più l’UE pretendeva. Alla fine è risultato politicamente impossibile per Syriza accettare tutte le richieste europee, nonostante gli umilianti compromessi e il tradimento sfacciato del suo pur mediocre programma elettorale. Questo ha condotto alla rottura dei negoziati e alla convocazione da parte di Syriza di un referendum sulle richieste della Troika.

giovedì 2 luglio 2015

EuroOXI?



Con colpevole ritardo posto pezzo uscito su il manifesto del 30 luglio.

La lezione greca
Sergio Cesaratto
Agli occhi della sinistra, indipendentemente dall’esito del referendum greco, da questa vicenda l’Europa dovrebbe uscire politicamente distrutta - ma il condizionale è ahimè d’obbligo. Come abbiamo già scritto su questo giornale, le richieste di Syriza sono state più che moderate, fondamentalmente accondiscendenti alla continuazione dell’austerità. La moratoria sul debito richiesta da Syriza era qualcosa che l’Europa era comunque pronta a concedere, perché tanto un debito che non si è in grado di pagare non sarà pagato. In cambio la Troika ha chiesto la conferma delle politiche di austerità affinché la Grecia si ponesse in condizione di non dover richiedere ulteriori prestiti. E su questo la trattativa si è rotta, nel senso che la Troika non si è fidata delle misure pur accomodanti proposte da Syriza, volendo tagli più certi e immediati.

domenica 21 giugno 2015

L'organetto di Draghi 3


Economia e politica ha pubblicato la terza lezione sulla politica monetaria della BCE

L’organetto di Draghi. Lezioni critiche sulle misure non convenzionali della ECB sino al Quantitative Easing


Lezione 3 - 2011-2012: cresce l’acronimia: LTRO, Target 2, OMT
Nella seconda lezione abbiamo visto come nel periodo 2008-2011  la BCE) abbia espanso il proprio bilancio allo scopo di tenere sotto controllo i tassi di interesse a breve termine. Nel 2010-11 essa ha anche acquistato titoli sovrani dei paesi periferici dell’Eurozona ufficialmente per assicurare la trasmissione della politica monetaria. Abbiamo anche imparato che l’eccesso di liquidità rimane depositato presso l’Eurosistema in particolare nella deposit facility. In questa lezione vedremo come il contagio della crisi a Spagna e Italia abbia costretto nel 2012 la BCE a ulteriori e più eclatanti misure che hanno ulteriormente espanso il suo bilancio. Cominceremo con l’occuparci di uno strano meccanismo monetario chiamato Target 2 che occupò la scena nel 2011 e 2012.

mercoledì 27 maggio 2015

Iniziativa sulla Grecia - 7 giugno

Istruzioni su come arrivare nel sito di Alba 2. Si mangia a prezzi popolari (tutto volontariato), il posto è bello.

L’organetto di Draghi.



Già pubblicata da EEP (dove forse è impaginata un po' meglio, ma qui in calce c'è qualche riferimento bibliografico in più), segnalo qui la prima Lezione di politica monetaria. Ne seguiranno altre 3. Commenti (e correzioni) benvenuti.

*Lezioni critiche sulle misure non convenzionali della ECB sino al Quantitative Easing
Sergio Cesaratto

Lezione 1 - Moneta endogena e politica monetaria
Si è fatto un gran parlare nelle scorse settimane – e invero se ne discuteva da un po’ di tempo -  di una misura che la BCE ha adottato il 22 gennaio 2015 nota come Quantitative Easing (QE). Di cosa si tratta? Cosa intende Draghi quando parla di riportare il bilancio della BCE a 3 trilioni (3000 miliardi) di euro? Come si colloca il QE rispetto a ciò che la BCE ha fatto dal 2008 per fronteggiare la crisi? Poteva e può fare di più? In questa mini serie di articoli proveremo a darci qualche risposta inoltrandoci nel terreno un po’ esoterico della politica monetaria.
Nella prima lezione vedremo da cosa dipendono domanda e offerta di liquidità emessa dalla banca centrale in relazione al suo obiettivo di un certo tasso di interesse a breve termine. Entreremo insomma subito al cuore della politica monetaria, politica che potete identificare con la determinazione del tasso dell’interesse, una variabile che ha grande influenza sull’attività economica.

Ma che piccola storia ignobile...



 da il manifesto il 26 maggio 2015
Grecia e la Troika: una piccola storia ignobile
Sergio Cesaratto
Come spesso accaduto ai paesi in via di sviluppo, l’adozione di una moneta forte ha consentito alla Grecia alcuni anni di crescita attraverso l’indebitamento estero, in particolare con le banche tedesche e francesi (queste ultime intermediarie di fondi tedeschi). I governi greci si dimostrarono ottimi clienti delle imprese di quei paesi le quali agirono spesso attraverso la corruzione.