martedì 28 giugno 2016

Crisi bancaria e ignavia europea

Pubblichiamo un'acuta breve nota di Bergamini sulla crisi bancaria italiana e la colpevole ignavia europea. L'ora si avvicina...

The banking crisis on the wall

In Italy the banking crisis has been written on the wall for some time, the product of the concurrent circumstances of a weak economy (with attendant increase in the banks' NPL [non performing loans]), the imposition by the ECB of ever tighter capital requirements along with near-zero interest rates and untimely adoption of bail-in provisions.
Brexit (but it could as well have been the exit of Mexico from Nafta, for that matter) provided the global speculators with a suitable pretext to shoot on the battered Italian Banks.
Now let us figure what the government and central bank of a sovereign country would do in order to stem the full-blown effects of a crisis such as that under way in Italy.
Number one, they would intervene in the market by purchasing massive amounts of stocks (mainly banks, but possibly also other blue chips). Needless to say, such market transactions should be carried out in a professional fashion : any market practitioner knows that to be effective asset purchases must be timed to coincide with short-coverings, with a view to magnifying the effect on prices by virtue of market squeeze.   
Let me remind to the doubters that, when in 1998 the Asian financial crisis spread to Hong Kong, the Hongkong Monetary Authority accomplished just that : at one point it had bought 11 percent of the Hang Seng Index.
Number two, market operations would be coupled with a clear, explicit and unambiguous statement by the concerned government agencies/central bank to the effect that it was utterly unacceptable that the country's banks be the punching ball of the international speculators, and all the firepower at their disposal stood ready to back up such statement.
Now if we compare the suggested course of action with the unseemly give-and-take currently ongoing between the Italian government, the Bank of Italy (provided there still is an Italian Central Bank) and their various European counterparts in Bruxelles and Frankfurt, it seems to me that we have one more reason to blame the euro that not only bears a responsibility for exacerbating the crisis of the Eurozone on account of the detrimental austerity policies embedded in its constitution, but also deprives member countries of the means to defend themselves promptly and effectively.
Finally, if all of the above sounds analogous to what the European institutions should have done (and culpably did not do) during the Eurozone's sovereign crisis, then yes, this actually is the replay of that same song sheet.

domenica 12 giugno 2016

Dove cercare i responsabili della crisi bancaria in atto?



Ospitiamo un intervento di Giancarlo Bergamini, ex funzionario di banca e acuto osservatore, sulle responsabilità della crisi bancaria in atto. Davvero dio acceca coloro che vuole perdere, tranne che a perdere qui siamo tutti noi.
Ringrazio Giancarlo anche per aver ridato un soffio di vita al blog, assolutamente dormiente. Sto però scrivendo un libro divulgativo (ma non troppo).

Dove cercare i responsabili della crisi bancaria in atto?
di Giancarlo Bergamini

E' sufficiente una lettura casuale delle cronache giornalistiche per rendersi conto che quella che si sta svolgendo sotto i nostri occhi è una vera e propria crisi bancaria. E' mia convinzione che le sue ragioni remote risiedano nella crisi economica (e solo in misura trascurabile nell'operato deplorevole di certi banchieri, che viceversa occupa il grosso dello spazio sui media), ma che fosse compito delle autorità, non solo monetarie, di scongiurarla. La clamorosa inadempienza di queste ultime costituisce l'oggetto principale di questo breve excursus.

martedì 15 marzo 2016

Europa anti-costituzionale: "Per la riconquista dell'autonomia politica ed economica del nostro paese". Un appello.


Appello originale qui

"Perché votare NO nel referendum costituzionale di ottobre - per la riconquista dell'autonomia politica ed economica del nostro paese contro la tirannia tecnocratica sovranazionale e dei trattati europei”.

Siamo di fronte a una delle più grandi mistificazioni politiche e culturali dalla fine della Seconda Guerra Mondiale

La contro-riforma costituzionale adottata dal governo Renzi, il c.d. DDL Boschi, viene presentata, dal governo e dalla quasi totalità dei media nazionali, come la più importante razionalizzazione delle istituzioni mai realizzata nel nostro paese, dopo decenni di politica degenerata e corrotta, da parte di una classe politica "nuova", giovane e risoluta. In realtà, con questo disegno di legge costituzionale, di cui va considerata la sinergia con la "nuova" legge elettorale, l'Italicum, siamo di fronte ad una delle più grandi mistificazioni, politiche e culturali, a partire dalla fine della II Guerra Mondiale, pari se non peggiore della stessa "riforma" costituzionale di Berlusconi, Bossi e Fini del 2005, sonoramente battuta col voto referendario del 25-26 giugno 2006 dalla maggioranza del popolo italiano.   

sabato 12 marzo 2016

Un’altra Europa è impossibile




 Il testo è il sunto di un intervento al convegno “La questione tedesca e la crisi della democrazia europea”, organizzato da Leonardo Paggi, Roma 26 febbraio 2016. E' stato pubblicato da Eguaglianza e libertà col titolo, un po' truce, "Perché questa Europa deve morire e morirà"

La maggioranza della “sinistra” si crogiola nell’illusione che l’Europa possa mutare pelle sotto la spinta della solidarietà fra i popoli europei. Da dove scaturisca tale speranza non è dato capire. Il problema europeo è legato alla crisi della democrazia, all’anti-politica, alla diffusa disaffezione, se non aperta ostilità di gran parte della popolazione ai meccanismi della rappresentanza e della mediazione politica. In termini più accademici questa è definita la crisi della democrazia. Questa disaffezione si traduce nell’idea che la politica sia tutta uguale, destra e sinistra, e che i politici siano tutti disonesti. Alla base di questa disaffezione, e in fondo anche alla base della pochezza progettuale ed etica dei politici, v’è la sostanziale impotenza della politica nazionale ad affrontare piccoli e grandi problemi, una volta privata delle leve della politica economica, e in particolare della sovranità monetaria, improvvidamente cedute a istanze sovranazionali dominate dalle potenze europee più forti. Questo spiega dunque molte cose.

giovedì 10 marzo 2016

Autogestione senza eccitazione



In occasione di un incontro a Roma su “Teorie e pratiche dell’autogestione – solo un modo di far fronte alla crisi o punto d’avvio di una diversa organizzazione economico-sociale?” il 13 marzo 2016, ho buttato giù alcuni appunti senza velleità scientifiche. Quello che temo di più è il crogiolarsi, a sinistra, su sogni e illusioni (ciascuno ha le proprie: “l’altra Europa”, “l’altra economia” ecc.) non valutando invece con freddezza e raziocinio passi più concreti.
Autogestione senza eccitazione
Sergio Cesaratto
(Università di Siena, Cesaratto @unisi.it)
A costo di smorzare gli entusiasmi de’ sinistra sul tema dell’autogestione, lasciatemi mettere a fuoco qualche problematica al riguardo. Distinguiamo per comodità due aspetti, micro e macro.
Ambedue vedono centrale il problema dell’informazione.

giovedì 11 febbraio 2016

La deflazione salariale spiegata ai compagni operai della Whirlpool (che la conoscono già)




Da http://cobaswhirlpoolsiena.blogspot.it/

Negli ultimi tempi sui giornali, su internet o alla TV sempre più spesso capita di leggere o ascoltare pessime notizie sul mondo del lavoro, in particolare la tendenza che hanno le multinazionali come ad esempio l'ikea di chiedere o imporre un "aggiustamento" ovviamente al ribasso dello stipendio. L'abbassamento del salario prende il nome di "deflazione salariale", noi Cobas Lavoro Privato della Whirlpool di Siena abbiamo chiesto quindi al Professor Sergio Cesaratto (Professore ordinario di Economia della crescita e dello sviluppo e di Politica monetaria e fiscale nell'Unione Monetaria Europea) di spiegarcene le cause e gli effetti, di seguito potete leggere l'articolo che gentilmente ha scritto su nostra richiesta.

La deflazione salariale spiegata ai compagni operai della Whirlpool (che la conoscono già) 


Sergio Cesaratto
Spiegare ai compagni della Whirlpool cosa significhi deflazione salariale è in un certo senso imbarazzante. Suppongo che loro sappiano benissimo cosa significhi per averla provata sulla propria pelle. Il padrone glielo avrà spiegato mille e una volta: in tanti altri paesi i salari sono molto, ma molto più bassi che in Italia. Allora che fate? O i vostri salari diminuiscono, oppure decentriamo la produzione (oppure chiudiamo e basta). E’ la globalizzazione bellezza, e se a decidere è una multinazionale è ancor peggio perché il ricatto di spostare la produzione è più forte.

sabato 7 novembre 2015

Le lezioni di politica monetaria su Asimmetre

 Asimmetrie ha ripubblicato in forma compatta le quattro lezioni di politica monetaria della BCE già pubblicate da E&P. Ringrazio Alberto. Le lezioni sono in italiano.

WP 2015/10: L’organetto di Draghi: quattro lezioni critiche sulle misure non convenzionali della ECB sino al Quantitative Easing

The primary purpose of these lectures is didactic. They show the development of the ECB intervention from 2008 to 2015 taking the evolution of the consolidated balance sheet of the Eurosystem as reference point. They endorse the theory of endogenous money as theoretical landmark.
Sergio Cesaratto
University of Siena
Keywords: Eurosystem, Euro, European Central Bank, Balance Sheet, Endogenous, Money, Quantitative Easing, Monetary Policy, TARGET 2, Long Term Refinancing, Operation, Outright Monetary Transactions.
JEL classification: E40, E50, F33, F36, F45.